domenica 12 aprile 2015

Amianto

Al Sig. Sindaco del
Comune di Carmagnola
Piazza Manzoni n.10
10022 CARMAGNOLA (TO)

e per conoscenza:
Al comando della Polizia Locale di Carmangola
Piazza Manzoni n. 8
10022 CARMAGNOLA (TO)

All' ARPA Piemonte
via Pio VII, 9
10135 Torino
protocollo@pec.arpa.piemonte.it


Il sottoscritto DELMONDO Giovanni Residente in  .... 
in nome proprio segnala la presenza di manufatto di cemento e fibra (presumibilmente eternit) quale la condotta idrica dell'acqua potabile in viale Barbaroux in Carmagnola con un presunto stato di conservazione pessimo visto che in data 8/10/2013 e giorni successivi sono stati necessari due interventi riparazione per fessurazione spontanea della condotta stessa. In fase di riparazione, avvenuta dopo allagamento del sedime stradale, ho personalmente visto la condotta materiale di cemento e fibra del diametro di circa 130 mm e spessore pareti 10 mm circa che si era sfaldata ed esplosa a causa della pressione dell'acqua.
Venuto a conoscenza della pericolosità dell'amianto anche per ingestione dal documento "IARC Monographs–100C" (vedi http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol100C/mono100C-11.pdf dove si dice a pag. 225: “Exposure may also occur via ingestion of drinking-water, which has been contaminated with asbestos through erosion of natural deposits, erosion of asbestos-containing waste sites, corrosion of asbestos-containing cement pipes, or filtering through asbestoscontaining filters.” che tradotta suona: “L'esposizione può avvenire anche attraverso l'ingestione di acqua potabile, che è stata contaminata da amianto tramite erosione dei depositi naturali, erosione di siti di rifiuti contenenti amianto, di corrosione dei tubi di cemento contenenti amianto, o filtrano attraverso filtri contenenti amianto”) mi sento in dovere di rendere edotta l'Amministrazione della potenziale situazione a rischio con preghiera di verificare le eventuali condizioni di rischio e le eventuali contromisure.
Carmagnola li, 26 febbraio 2015
Delmondo Giovanni

Ad oggi ho ricevuto risposta dall'Arpa che si dichiara incompetente ma dal Comune, nulla.

lunedì 3 novembre 2014

Morire affumicati

Inquinamento urbano da combustione di legna
Il problema dell’inquinamento nelle aree urbane riveste carattere di particolare complessità sia perché in queste aree risiede la maggior parte della popolazione, con conseguenti problemi di esposizione e di effetti sulla salute, sia perché le città costituiscono, esse stesse, una sorgente di inquinamento non trascurabile. Dal punto di vista del materiale particolato, che comprende un numero estremamente elevato di specie chimiche organiche ed inorganiche presenti in atmosfera sotto forma di particelle solide o liquide, la città costituisce un ambiente estremamente eterogeneo, dove si miscelano specie provenienti da sorgenti naturali (polveri terrigene e aerosol marino), che a causa del traffico veicolare sono soggette al fenomeno del risollevamento, e polveri antropogeniche, provenienti, se non sono presenti sorgenti industriali, prevalentemente da emissioni da traffico e da riscaldamento domestico. In questo ultimo ambito, sono state condotte ricerche finalizzate alla distinzione del contributo di un particolare tipo di emissione da riscaldamento domestico che negli ultimi anni si sta diffondendo su una scala sempre più ampia: la combustione domestica di legna da ardere, anche sotto forma di pellet, in caminetto o in stufa. Per questa valutazione sono state prese in considerazione specie traccianti (potassio e levoglucosano) ed effettuate campagne di misura nelle aree urbane di diverse località, all’interno ed al di fuori dei confini nazionali (Roma, Fontechiari, Ferrara, Tunisi, Tel Aviv, Pancevo, Chamonix, Nuova Dehli). I risultati hanno mostrato che la sorgente di materiale particellare dovuta alla combustione di legna arriva a costituire fino al 60% della concentrazione di massa del materiale particellare e che tale sorgente è in gran parte responsabile della differenza nella concentrazione del particolato organico che si osserva fra la stagione invernale e quella estiva. Poiché la combustione di legna produce notevoli quantità di specie tossiche, quali, ma non solo, gli idrocarburi policiclici aromatici, e poiché gli impianti per uso domestico sono privi di sistemi di abbattimento dei fumi, l’incremento nell’uso di questi impianti pone, per i prossimi anni, un serio problema di qualità dell’aria e di impatto sulla salute.